«Chiari fonti»

Da Orfeo ed Euridice

Autore
Johann Christian Bach
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Note

La versione di Gluck ebbe la prima a Vienna nel 1762, e nella forma della prima è giunta a Firenze nel 1771 (vedi la partitura qui nel Venturi). Pochi anni prima, Gluck aveva leggermente rielaborato l’opera per la corte di Parma nel 1769, ma con ritocchi minimi. Invece, per la produzione all’Opéra di Parigi, nel 1774, Gluck intervenne molto di più, riscrivendo intere arie. Intanto, però, nel 1770, a Londra, Johann Christian Bach aveva rappresentato l’opera con sue aggiunte personali su testo di Giovanni Gualberto Bottarelli, e la versione di Bach è giunta a Napoli nel 1774, allestita da Josef Mysliveček, autore anche lui di nuovi pezzi ad hoc. Johann Christian Bach e Josef Mysliveček non seguirono affatto le idee di riforma drammaturgica dell'opera di Gluck e Calzabigi, e aggiunsero spesso e volentieri arie nuove per qualsiasi ripresa delle loro, o altrui, opere, senza badare affatto alle esattezze della trama. Quest’aria bachiana, aggiunta alla versione di Gluck, è una prova inconfutabile del loro atteggiamento.

Organico

Soprano, 2 Flauti, Fagotto, Corno, 2 Violini, 2 Viole, Basso continuo

Lo Sapevi che...

È quasi impossibile citare tutte le espressioni musicali con protagonista Orfeo, il personaggio mitologico più musicale in assoluto. Hanno scritto su di lui, tra gli altri, Peri, Caccini, Monteverdi, Stefano Landi, Luigi Rossi, Lully, Haydn, Liszt, Offenbach, Debussy, Krenek, Stravinskij, Milhaud, Malipiero, Casella, Henze, Birtwistle, Glass, in tutti i modi possibili, dalla tragedia alla parodia. Anche la musica leggera non si è sottratta dal misurarsi col mito: si citano i singoli di Carmen Consoli, Franco Battiato, Steve Hackett, del progetto Sleepthief, e del gruppo Arcade Fire. In arte, Orfeo ha ispirato le sculture di Antonio Canova e Auguste Rodin, e i quadri di Tintoretto, Pieter Paul Rubens, Eugène Delacroix, Claude Monet e Giorgio De Chirico (per rimanere agli artisti più famosi). In letteratura, oltre ai classici (Apollonio Rodio, Ovidio, Virgilio e molti altri), ha ispirato Poliziano, Giambattista Marino, e poi Rilke, Apollinaire, Campana, Savinio, Calvino, Pavese, Kerouac, fino a Magris e Jelinek. Al cinema abbiamo visto versioni di Orfeo nei film di Jean Cocteau, Marcel Camus, Woody Allen e Krzysztof Kieślowski, e il mito ha attecchito anche nei fumetti e nei cartoni animati: per esempio nei famosissimi manga e anime C’era una volta Pollon e I cavalieri dello zodiaco.

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Johann Christian Bach «Chiari fonti» - Partitura

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