«Notturno a voce di soprano»

Dalla Semiramide riconosciuta

Autore
Giovan Francesco Giuliani
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Note

Giuliani chiama la sua composizione “notturno” e trae il testo dalla quinta scena del primo atto del libretto di Metastasio che ripercorre il mito di Semiramide. Esso nasce nell’antichità e lo troviamo raccontato da Erodoto, Diodoro Siculo e Ammiano Marcellino, ma non si sa quanto le loro fantastiche narrazioni (che parlano dei giardini pensili di Babilonia, della magniloquenza della corte di Semiramide e degli eccessi sessuali della sua condotta) corrispondano alla effettiva realtà storica assiro-babilonese. Semiramide diventa “famosa” con l’ascesa del cristianesimo come simbolo delle depravazioni del paganesimo, in una tradizione che da Giustino e Sant’Agostino arriva direttamente a Dante Alighieri e alla Divina Commedia. Ne parlano anche Boccaccio e Petrarca, fino a Calderón de la Barca. Da questi illustri predecessori, nel 1733 Pietro Metastasio trae il suo libretto, famosissimo e diffusissimo (ispiratore della Semiramis di Voltaire), messo in musica da decine di compositori (da Porpora a Händel, da Hasse a Gluck, da Galuppi a Traetta, da Sarti a Bertoni a Salieri). Scrivono una Semiramide Cimarosa, Portugal, Mysliveček, e poi Rossini, Meyerbeer, fino a Honegger. Troviamo Semiramide anche nel teatro di Ionesco e nei film di Ingmar Bergman.

Organico

Soprano, 2 Violini, Viola D’amore, Basso continuo

Lo Sapevi che...

Sotto allo splendido frontespizio illustrato c’è la scritta: «vendesi da Gio. Chiari rigatore di carta da musica nella Condotta in Firenze». Notturni vocali di Giuliani furono stampati varie volte da Niccolò Pagani e Giuseppe Bardi a Firenze. Esemplari di queste stampe sono oggi conservati all'abbazia di Montecassino e al Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna.

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Giovan Francesco Giuliani «Notturno che quel cor» - Partitura

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