«Quintetto cavato dall’opera del Figaro di Amadeo Mozart»

Da Le nozze di Figaro (KV 492)

Autore
Wolfgang Amadeus Mozart
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Note

Le nozze di Figaro furono rappresentare al Burgtheater di Vienna il 1° maggio 1786. Il soggetto è preso dalla trilogia del drammaturgo francese Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais (1732-1799), costituta dal Barbiere di Siviglia (1775), Le nozze di Figaro (1784), e La madre colpevole (1792). Commedie risultanti dal clima culturale della Rivoluzione Francese e concorrenti alla riuscita filosofico-politica che la ispirava, quella che proclamava una maggiore parità di diritti tra gli aristocratici e i borghesi. Un sottotesto politico che destò più di una reazione censorea nell’Ancien Régime (Beaumarchais ebbe molti problemi a rappresentarle), ma che l’autore, con un grande lavoro di successive rielaborazioni, condì con espedienti comici così irresistibili da garantire alle commedie un successo immenso, capace di penetrare qualsiasi maglia impeditiva. Giuseppe II d’Asburgo era il fratello della regina di Francia Maria Antonietta, oggetto della satira di Beaumarchais, e quindi propose alcuni accorgimenti di emendamento delle istanze più “eversive" del testo (per esempio, il discorso finale di Figaro, astioso contro tutta la nobiltà), ma, in quanto convinto sovrano illuminato, garantì la rappresentazione dell'adattamento di Mozart e Da Ponte nel prestigiosissimo teatro “ufficiale” (il Burgtheater). Anche perché il successo della trilogia francese era evidente e perentorio: Il barbiere di Siviglia era stato messo in musica da Giovanni Paisiello nel 1782 (debuttò a San Pietroburgo) e aveva fatto faville a Vienna nel 1783, per cui un degno seguito, stavolta patrocinato dalla corte imperiale absurgica, era più che auspicabile. Il successo fu buono, ma alcuni trovarono l'opera di Mozart troppo lunga (si dice che alla prima Giuseppe II sbadigliò più volte). Infatti, ottenne solo 8 repliche (in alcune di queste, Mozart lasciò la direzione d’orchestra a Josef Weigl), e non fu replicata per due anni. Un revival arrivò nel 1789, per il quale Mozart rimpiazzò due arie (KV 577 e KV 579).

Organico

Flauto, Violino, 2 Viole, Violoncello

Lo Sapevi che...

Dopo una esecuzione composita (con gli ultimi due atti rimusicati da Angelo Tarchi) a Monza nel 1787, Le nozze di Figaro ebbero la loro prima italiana integrale proprio a Firenze, al Teatro della Pergola, nel 1788 (anche se il dato non è unanimamente riconosciuto dagli studiosi: per alcuni la prima italiana fu quella della Scala del 1815). La partitura autografa mozartiana sopravvive in una miriade di fogli sparsi conservati soprattutto alla Staatsbibliothek di Berlino (che conserva pressoché integri i primi due atti) e alla Biblioteka Jagiellońska di Cracovia (ente conservatore degli atti III e IV), ma anche a Salisburgo, al Mozarteum, e in tre istituzioni di New York. Arrangiamenti per quintetto, anche se pressoché completi (e non brevi come questo collezionato da Sermolli) sono a Praga e Eisbach. Il conservatorio di Firenze, oltre a una riduzione per quartetto, ha tutta l’opera ridotta per 8 strumenti a fiato, nella ricca sezione delle Harmoniemusik del fondo Pitti. Esempi di come l'opera circolò in tutta europa e non solo, diventando ben presto un successo indimenticabile. Dopo Paisiello, Il Barbiere di Siviglia venne musicato anche da Gioacchino Rossini, nel 1816.

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Wolfgang Amadeus Mozart «Quintetto cavato dall’opera del Figaro di Amadeo Mozart» - Partitura

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