Arcangelo Corelli

Nome
Arcangelo Corelli
Nascita
Fusignano, 17 febbraio 1653
Morte
Roma, 8 gennaio 1713
Attivita'
Compositore e violinista
Wiki
http://it.wikipedia.org/wiki/Arcangelo_Corelli
Arcangelo Corelli-min
Arcangelo Corelli-min

Violinista stabile al Teatro Capranica di Roma, la sua attività compositiva fu sostenuta dai patrizi romani, in particolare Benedetto Pamphilj e Pietro Ottoboni, e da Cristina Vasa di Svezia: uno stuolo di protettori che gli permisero di creare musica liberamente, senza preoccuparsi di guadagnarsi da vivere. Sorprendentemente, però, compose solo 6 raccolte di musica strumentale, da lui stesso stampate con maniacale perfezionismo. In esse portò a maturazione la sonata a tre (per due violini e basso continuo) e il concerto grosso, generi cardine del periodo, di cui esplorò tutte le possibilità, tutti gli stili e tutte le implicazioni formali, estetiche ed espressive, in una sorta di consuntivo delle esperienze strumentali fino ad allora conosciute. Ognuna delle raccolte è costituita da 12 pezzi, divisi nei due stili di composizione, sacro e profano (da chiesa e da camera), in cui Corelli formalizza le successioni dei tempi all’interno di un brano (i movimenti) e illustra tutte le possibilità tecnico-espressive del violino. Isolato a Roma, refrattario a farsi vedere, perfezionista quasi folle, fu considerato un genio grazie a queste 6 opere, così autorevole da ricevere una sepoltura niente meno che nel Pantheon. Le sue scoperte, coeve a quelle di Vivaldi, ispirarono autori come Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel, sia dal punto di vista strumentale sia da quello formale, e stabilirono i modelli compositivi canonici - le strutturazioni formali dei movimenti, ad esempio - usati in tutta l’Europa settecentesca. Fu, per certi versi, uno Stanley Kubrick musicale di allora. Su di lui si inventarono mille leggende: che avesse viaggiato a Parigi e Monaco di Baviera, che fosse un acerrimo rivale di Lully, che fosse affetto da un male di vivere inconsolabile. Le uniche prove che abbiamo è che soffrì molto la morte di Cristina di Svezia nel 1689 e per onorarla fondò l’Accademia dell’Arcadia, insieme a Stradella e Alessandro Scarlatti: tra i suoi membri ci furono Metastasio, Calzabigi, Goethe, Goldoni, Alfieri, Vico e Vanvitelli. L'Accademia divenne uno dei centri culturali più importanti del mondo fino alla Rivoluzione francese.