Christoph Willibald Gluck

Nome
Christoph Willibald Gluck
Nascita
Erasbach, 2 luglio 1714
Morte
Vienna, 15 novembre 1787
Attivita'
Compositore
Wiki
http://it.wikipedia.org/wiki/Christoph_Willibald_Gluck
Christoph Willibald Gluck
Christoph Willibald Gluck

È lui il Gluck della «via» nella canzone di Celentano, e fu uno dei più celebrati compositori di tutti i tempi. Allievo di Giovan Battista Sammartini a Milano, imparò a comporre sinfonie e musica sacra, anche se era decisamente più attratto dalla musica teatrale. Riuscì a far rappresentare una sua opera al Teatro Ducale nel 1741, con un successo sufficiente a farlo lavorare in molte città del nord Italia. Grazie alla sponsorizzazione dell'aristocrazia trovò ingaggi in tutta Europa, prima a Londra, poi a Dresda, Vienna, Copenaghen, Praga e Napoli. Il suo stile compositivo non piacque a tutti (Metastasio lo odiò e Händel lo trovò del tutto incompetente nel contrappunto), ma i regnanti lo adorarono e Francesco Stefano di Lorena e Maria Teresa d’Asburgo lo fecero Kapellmeister a Vienna. Qui insegnò ai principini (i futuri imperatori Giuseppe II e Leopoldo II, e le future regine di Napoli e Francia, Maria Carolina e Maria Antonietta), formò i musicisti (tra cui Antonio Salieri, suo allievo prediletto), ed elaborò la famosa «riforma» teatrale. Il Settecento, per antonomasia il secolo delle riforme e delle scoperte scientifiche, guardò a questo innovatore operistico con molta curiosità. Alcuni divennero degli accaniti fan delle sue idee, ma col tempo alcuni filosofi e compositori cominciarono a sostenere l'inutilità della riforma, poiché si potevano comporre opere eccezionali anche senza seguirla. Via via queste posizioni opposte si radicalizzarono e quando Gluck approdò a Parigi come manager dell’Opéra, la dicotomia si sommò ai sentimenti anti-austriaci dei francesi, che costruirono un vero e proprio partito non più solo indifferente, ma violentemente contrario alle opere gluckiane. Tale partito promosse la composizione di opere teatrali sugli stessi libretti musicati da Gluck per dimostrare come i non riformati riuscissero a rendere un servizio migliore al testo. Soprattutto Niccolò Piccinni si prestò a questo gioco tanto che da questione franco-austriaca si trasformò in italo-francese, assumendo un'eco vastissima e diventando un serio problema diplomatico oltre che estetico. Gluck partecipò alla virulenta querelle continuando imperterrito a comporre secondo le sue idee e ottenendo comunque ottimi successi, ma durante la lavorazione di Echo et Narcisse, nel 1779, Ferdinando Bertoni lo accusò di plagio. La notizia, unita alla querelle che intanto imperversava, provocò il fiasco dell’opera, e l'accusa e l’insuccesso congiunti procurarono a Gluck un infarto. Incapace di lavorare, si affidò all’allievo Salieri (uno dei suoi ultimi lavori, Les Danaïdes, fu in realtà composto da Salieri), che lo ricondusse a Vienna, dove ritrovò un clima più amichevole e dove si dedicò alla traduzione tedesca delle sue vecchie opere ancora celebri.


Presenze Toscane

Firenze ospitò la prima assoluta di Il prologo nel 1765, un’opera concepita appunto come prologo della Ifigenia in Tauride di Traetta, uno dei fan più ortodossi di Gluck. Orfeo ed Euridice fu data al Teatro del Cocomero nel 1771, forse diretta dal compositore stesso sul podio. Nel 1773, in Palazzo Davanzati in via della Porta Rossa, si replicò in forma semiscenica Orfeo ed Euridice. Nello stesso anno, in Corso de' Tintori, si eseguì una cantata intitolata Aristeo attribuita dalla stampa coeva a Gluck, forse parte delle Feste di Apollo, pastiche di più opere (tra cui anche Orfeo ed Euridice) che Gluck mise insieme per Parma nel 1769.  Nel 1786, la Pergola rappresentò Alceste.