Ferdinando Paër

Nome
Ferdinando Paër
Nascita
Parma, 1 giugno 1771
Morte
Parigi, 3 maggio 1839
Attivita'
Compositore
Wiki
http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Pa%C3%ABr
Ferdinando Paer
Ferdinando Paer

Nato da musicisti austriaci, fu un talento precoce: i suoi primi incarichi a Venezia arrivarono quando non aveva neanche 20 anni e così le sue prime opere, che ottennero un sorprendente successo in tutta Italia. Dal 1792 fu maestro di cappella del Ducato di Parma, ma con il declino culturale dell’Ancien Régime italiano ebbe maggiori occasioni lavorative all’estero. Fu Kapellmeister del Kärntnertortheater a Vienna, poi a Praga e Dresda. Qui la sua opera Achille destò l’ammirazione di Napoleone, che lo assunse nella sua cappella imperiale a Parigi, città nella quale restò per tutto il resto della sua vita, concedendogli uno stipendio regale e nel 1812 lo pose alla guida del Théâtre Italien al posto di Gaspare Spontini. La Restaurazione non intaccò il suo prestigio, ma a complicargli il lavoro arrivarono giovani astri nascenti come la cantante Angelica Catalani e Gioacchino Rossini, che ottennero mansioni simili alle sue da Luigi XVIII e Carlo X. La concorrenza con la Catalani ebbe una soluzione quasi comica: dopo tanti battibecchi alla fine si sposarono. Con Rossini, invece, diresse il Théâtre Italien per due anni in un clima di aperta rivalità, fino a quando il favore del pesarese presso il pubblico gli fece capire di essere alla fine della sua carriera. Lasciò il Théâtre Italien nelle mani di Rossini nel 1826, e dopo l’insurrezione del 1830 divenne maestro di cappella dei Borbone-Orléans. Nei successivi nove anni si dedicò anche all’insegnamento all’Académie Royal de Musique e al Conservatoire de Paris, rimanendo una figura molto autorevole: tra i suoi allievi ci fu Franz Liszt. Ebbe un carattere artistico duttile, capace di adattarsi ai diversi ambienti in cui si trovò a lavorare, poiché fondato su una solida base melodica, derivata dalla tradizione cantabile napoletana appresa in Italia. Per tutta la vita incarnò le voglie conservatrici del pubblico aristocratico e sperimentò più dal punto di vista drammaturgico che musicale: fu uno dei primi a mettere in musica delle pièces à sauvetage (che divennero una moda nei primi anni dell’Ottocento: un esempio è il Fidelio di Beethoven, basato su un soggetto già musicato da Paër) e delle "scena di pazzia" (nell’Agnese del 1809), poi modello per quelle analoghe di Bellini e Donizetti. Compose più di 50 opere, e rimase sulla cresta dell’onda fino al 1820, quando cominciò a essere sentito come sorpassato nella moda musicale.


Presenze Toscane

Prime a Firenze:

  • L’inganno in trionfo, 1794;
  • Idomeneo, 1794;
  • L’orfana riconosciuta, 1796;
  • La virtù al cimento, 1798;
  • Il maniscalco, 1805.

Repliche a Firenze:

  • Laodicea, 1799;
  • Il principe di Taranto, 1800.

Repliche a Pistoia:

  • Agnese, 1823;
  • Camilla, 1827 [l’unica fonte documentale che attesti questa esecuzione è il manoscritto intitolato Cronistoria delle rappresentazioni teatrali 1800-47 redatto da Alberto Chiappelli, conservato nella Biblioteca Forteguerriana di Pistoia];
  • Il maestro di cappella, 1909;
  • Eloisa ed Abelardo agli Elisi [la rappresentazione risulta da un manoscritto dello spartito oggi all'Archivio Capitolare, che però non è datato].

Suggerimenti Musicali

Ouverture di Agnese

Leonora completa (l’opera basata sulla pièce che ispirò anche Beethoven per il Fidelio).