Giovanni Battista Martini

Nome
Giovanni Battista Martini
Nascita
Bologna, 25 aprile 1706
Morte
Bologna, 3 agosto 1784
Attivita'
Compositore e Teorico della musica
Wiki
http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista_Martini
Padre Martini
Padre Martini

Tutti abbiamo in mente Doc Emmett Brown, della trilogia di Ritorno al Futuro (di Robert Zemeckis, 1985, 1989, 1990) che ricorda a Marty McFly di «pensare quadrimensionalmente», e cioè di includere il tempo nei suoi ragionamenti. Padre Martini fu il primo a «pensare quadrimensionalmente» la musica, il primo a scrivere una Storia della musica scientifica e sistematica (nel 1757), non più basata sulla curiosità personale o applicata alla contingenza presente (come le Curiosità musicali di Teofilo Macchetti del 1711), ma con l’intento preciso di considerare la musica un'entità soggetta alla Storia e al divenire cronologico. Per scriverla collezionò musiche di tutto il mondo e di tutte le epoche, per un totale di quasi 20.000 volumi, un tesoro ancora oggi fruibile al Museo della Musica di Bologna. Lo studio sistematico delle fonti musicali del passato e l'erudizione matematica e logica lo portarono a essere il «Dio della musica dei nostri tempi», ovvero una delle più grandi personalità dell’Illuminismo erudito italiano, al pari di Zeno, Muratori e Maffei, e il maggior didatta e teorico musicale della sua epoca. I compositori di tutto il mondo facevano a gara per studiare con lui: i più celebri sono stati Jommelli, Johann Christian Bach, Mozart, Grétry, Sarti e Cherubini. I regnanti si affidavano a lui per farsi raccomandare musicisti valenti e i teorici gli scrivevano per risolvere matasse storiche, compositive e stilistiche che oggi possiamo conoscere grazie all'imponente corrispondenza supertiste. Maestro di cappella a San Francesco a Bologna per l'intera sua esistenza, la sua materia principale fu il contrappunto, particolare forma compositiva utilizzata soprattutto in ambito sacro. Il suo Esemplare o sia saggio fondamentale pratico di contrappunto del 1775 fu il più diffuso trattato sull'argomento dopo quello di Fux (1725). Interessato, ma sostanzialmente avverso, alla teoria dell'armonia di Rameau (pubblicata nel 1722), Martini proponeva un modo di comporre centrato maggiormente sulla rigida sovrapposizione di più voci poiché rimase sempre convinto che lo scopo della musica non fosse quello di innescare emozioni o sentimenti, bensì esprimere la speculazione, l’intelligenza e la sperimentazione matematico-combinatoria dell’esistenza. Per Martini la musica era una scienza e non un diletto. I sostenitori di Rameau e quelli di Martini originarono due prassi, due ambiti della professione musicale, quello sacro e quello profano: l’uno, sentimentale ed emotivo, molto più adatto al teatro, costruito su modelli armonici e quindi sull’uso di diverse tonalità al fine di produrre un effetto sull’ascoltatore; l'altro, plasmato da Martini, severo, scientifico e completamente contrappuntistico e polifonico. Due ambiti che rimasero totalente separati fino all’Ottocento, quando fu riscoperto Johann Sebastian Bach che già nel 1776 aveva integrato le due idee proponendo una sovrapposizione di più voci che, insieme, cercasse anche effetti armonici.

Suggerimenti Musicali

Te Deum